Mara Ruzza - Installazioni

INFINITI MONDI, 2009

Astrarti, emozione arte scienza, Ex-Macello Padova - Anno Galileiano 2009

INSTALLAZIONE LUMINOSA ON SITE MT. 9X6: "Cannocchiale di Galileo" cm. 160x80x100, "Stella Venere" cm. 142x88x100, su stele "Anima mondo"cm. 51x48. Ferro, acciaio, acciaio armonico, alluminio, plexiglas opalino, satinato e trasparente, luce led, ceramica, luce a rotazione di colore. Video su monitor: "Infiniti mondi" e "Stringhe" in loop.

Galilei, Keplero ma ancor più Bruno, che guarda caso viene arso sul rogo, demoliscono il presupposto della circolarità dei moti celesti e il principio di immutabilità e perfezione del cielo. Tutta la visione si sta trasformando, le geometrie dei mondi si stanno disponendo su livelli differenti, non c’è più un solo centro, Galilei non osa affermarlo, ma continua a portare prove: le montagne della Luna e le fasi di Venere, vede i quattro satelliti che ruotano attorno a Giove, nota una differenza tra pianeti e stelle: stelle come fulgori vibranti raggi, pianeti come lune luminose…
Molte sono le suggestioni raccolte nell’interazione con l’astronomia ai tempi di Galileo: una visione che va oltre; il telescopio; la lente obbiettiva; la Luna e le sue qualità Yin e Yang, parte chiara e parte scura; la compenetrazione tra i due elementi. E ancora: un modello geometrico di conoscenza; la perdita del centro; forme sferiche e levigate; orbite circolari ed ellittiche; la terra e il suo simbolo il quadrato o il rettangolo; i pianeti della stessa specie della terra; i cerchietti delle macchie solari, la galassia come fascia luminosa con aspetto lattiginoso…
Del caos dei mondi ancora molto ci sarebbe da dire, di come il quadrato terra contenga il cielo rotondo; di come il triangolo con il vertice in basso a simbolo del femminile e il triangolo con il vertice in alto, il maschile, quando si intersecano formano la stella a sei punte e rappresentano l’unione perfetta dello spirito e della materia.
Nell’installazione trovano gioco tutti questi elementi e le simbologie geometriche e numeriche che rappresentano aspetti della conoscenza fin dall’antichità. Si sottolineano le qualità yin e yang nel contrasto orizzontale/verticale, bianco/scuro, lucido/corroso, maschile/femminile, interno/esterno, occhio destro e occhio sinistro ( i globi oculari di Galileo che scrutano il cielo con il telescopio). Il terzo elemento, il cerchio formato di figure di terra, Mater antiche, rappresenta altri possibili mondi “della stessa specie della Terra”, rappresenta la sintesi, o l’inizio del movimento, il cerchio vuoto dove si fondono le polarità, il nulla denso di possibilità della filosofia orientale e della fisica moderna.

Mara Ruzza 2009, dal catalogo della mostra.